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Museo

 

Museo Civico Archeologico “Isidoro Falchi“


P.zza Vetluna, 58040 – Vetulonia (GR)

Direttore scientifico: Dott.ssa Simona Rafanelli

tel/fax: 0564 / 948058

e-mail: museovetulonia@libero.it ; museo@castiglione2014.it

Pagina Facebook: Museo Civico Archeologico “Isidoro Falchi”

Sito rete museale provinciale: www.museidimaremma.it

 Orario di apertura

Ottobre – febbraio 10:00 – 16:00

Marzo – maggio 10:00 – 18:00

Giugno – settembre 10:00 – 14.00; 16:00 – 20:00

Giorno di chiusura
Settembre – giugno: i lunedì non festivi

Biglietti

€ 5,00 intero

€ 2,50 ridotti e gruppi superiori a 20 persone

€ 1,00 scolaresche

Tariffe ed orari possono essere soggetti a lievi variazioni. Si consiglia di telefonare al numero sopra indicato.

Come raggiungere il Museo

in automobile: superstrada Grosseto-Livorno, uscita a Gavorrano-Vetulonia; Strada Statale 223 Grosseto-Siena, uscita Roselle-Castiglione della Pescaia; Aurelia-SS 1, uscita Grosseto Sud-Castiglione della Pescaia.

in treno: le stazioni ferroviarie più vicine sono situate a Grosseto, Gavorrano, Montepescali, Follonica.

in autobus: il servizio degli autobus parte da Grosseto

Accesso per diversamente abili

Accessibilità garantita.  Presenza di un percorso interno per non vedenti e ipovedenti con mappe audiotattili, pedane adesive per l’orientamento e sezione tattile con reperti autentici messi a disposizione dalla Soprintendenza archeologica.

Bookshop

Il bookshop risulta estremamente ben fornito: pubblicazioni scientifiche sull’ambito etrusco e antico sono affiancate da pubblicazioni divulgative e per ragazzi. Un’ampia scelta di DVD e di oggettistica con il marchio del Museo. Sono presenti anche le riproduzioni delle antiche oreficerie etrusche.

Biblioteca

Presso la sala della didattica è stata allestita una piccola raccolta di volumi sul periodo etrusco e villanoviano. I volumi sono in consultazione presso il museo durante l’orario di apertura.

Attività

É possibile attivare una serie di laboratori didattici tramite prenotazione al numero del museo. È possibile inoltre prenotare visite guidate per piccoli gruppi per il percorso del museo stesso.

Bibliografia
Cygielman M., Vetulonia. Museo Civico Archeologico “Isidoro Falchi”. Guida, Firenze, 2002

IL MUSEO CIVICO ARCHEOLOGICO ISIDORO FALCHI DI VETULONIA

L’edificio che oggi ospita il Museo Civico Archeologico “Isidoro Falchi” nasceva negli anni ’70 come struttura polivalente, adibita a d accogliere, nei locali piano terra, una biblioteca affiancata da una saletta proiezioni ed, al primo piano, l’ambulatorio del medico condotto, nell’ala destra, e le scuole elementari, in quella sinistra.

Negli anni 1978-1981, il piccolo Antiquarium locale, che accoglieva i reperti etrusco-romani provenienti dal territorio vetuloniese, sino ad allora allestito in maniera alquanto precaria nei locali del centro sportivo, fu trasferito al primo piano dell’edificio, dove i reperti, già oggetto di furto nella precedente collocazione, furono sistemati all’interno di vetrine lignee prima di essere nuovamente trafugati provocando la chiusura dell’ Antiquarium .

Dopo 19 anni di chiusura ed un restauro integrale, l’edificio riapre al pubblico con un nuovo allestimento nel Giugno 2000, come Museo Civico Archeologico intitolato al medico condotto ed archeologo dilettante Isidoro Falchi, al quale si deve alla fine dell’800 la ri-scoperta dell’antica città etrusca di Vetulonia.

La collezione permanente comprende, accanto ai reperti provenienti dagli scavi condotti tra la fine dell’800 ed i primi del ‘900 dallo stesso Falchi ed a quelli rinvenuti dall’archeologa Anna Talocchini tra il 1958 ed il 1980, i materiali recuperati nel corso degli scavi più recenti effettuati dalla Soprintendenza Archeologica negli ultimi decenni del secolo scorso.

IL PERCORSO ESPOSITIVO

Il percorso espositivo, articolato sui due piani dell’edificio, si snoda attraverso sette sale (A, B, C, D, E, F, G) che ospitano una parte dei reperti provenienti dalle necropoli e dai resti dell’abitato arcaico ed ellenistico della Vetulonia etrusca e romana, distribuiti lungo un arco di tempo assai esteso che abbraccia l’intera storia etrusca del sito, dalle origini (IX sec. a.C.) all’epoca della conquista romana (II-I sec. a.C.).

Alcuni oggetti di particolare rilievo, storico ed estetico, commentano l’intero percorso, enfatizzandone alcuni aspetti, da quello della produzione artigianale a quello della ricchezza e del fasto raggiunti nel secolo dei “ Principes ” (VII sec.a.C.), da quello dell’ideologia religiosa, legata all’adozione di particolari tipologie architettoniche funerarie, a quello delle tradizioni e dei costumi sociali di un popolo che ha trasmesso le sue insegne di potere avito a quella grande Roma che determinerà la sua caduta.

Nella sala A , dedicata alla cultura villanoviana, la fase più antica della storia etrusca del sito, campeggiano, nelle vetrine centrali, le caratteristiche urne cinerarie a capanna , preziosi documenti per la ricostruzione della più antica unità abitativa etrusca, accanto ai consueti vasi cinerari biconici in ceramica di impasto non depurata ed ai pochi oggetti in ceramica ed in

bronzo che costituivano parte del corredo di accompagnamento delle spoglie del defunto all’interno delle tombe villanoviane “a pozzetto”.

Un monumento di eccezionale rilievo, recuperato solo a partire dal maggio 2004 nella collezione permanente del Museo, è rappresentato dalla Stele di “ Auvile Feluske ”, un segnacolo funerario in pietra decorato sulla fronte da una figura di guerriero resa a sottile incisione ed inquadrata lungo i margini da una fascia contenente una tra le più antiche iscrizioni etrusche, che conserva il nome del principe defunto e dei suoi avi .

Pannelli esplicativi e plastici architettonici , disposti all’interno della stessa sala A e della sala B , illustrano i momenti più significativi dello sviluppo complesso della tipologia tombale che, con il consolidarsi del concetto di tomba di famiglia, passa attraverso le tappe principali rappresentate dalla tomba a circolo di pietre, che racchiude tutti i membri di uno stesso gruppo familiare, sepolti in pozzetti ed in fosse terragne all’interno delle pietre conficcate verticalmente al suolo, dalla tomba a grande fossa, preludio di una vera e propria camera funeraria, entro circolo di pietre e copertura a basso tumulo di terra, fino alla tomba a camera accessibile mediante dròmos , coperta da un tumulo di terra, fermato alla base da un solido tamburo costruito, in pietre, che può raggiungere le dimensioni e la monumentalità eccezionale delle tombe a tholos della Pietrera e del Diavolino , che rappresentano, durante il periodo orientalizzante, le sepolture più eminenti dei Principi della nascente città etrusca.

Armature in bronzo (elmo, schinieri, scudo,.. ) e gioielli in oro , sapientemente lavorati nelle raffinate tecniche orientali dello sbalzo, della filigrana e del pulviscolo, fanno mostra di sé, nella sala B , all’interno delle vetrine che accolgono i corredi sfarzosi della “VATLUNA” etrusca nel secolo “orientalizzante”, che rappresenta l’apogeo della città stessa, i cui Principi guerrieri estendono il loro controllo fino alle colline metallifere di Massa Marittima ed agli attracchi marittimi, in direzione del Lago Prile e della costa tirrenica.

Il sontuoso corredo della tomba di Poggio Pelliccia (Gavorrano – GR), con bronzi, oreficerie, uova di struzzo istoriate, ceramiche corinzie, greco-orientali ed attiche, esposto nella sala C intitolata – dal 12 agosto 2007 – ad Anna Talocchini, offre una chiara testimonianza dell’opulenta situazione del territorio legato al centro maggiore di Vetulonia tra il VII ed il V sec. a.C.

Una scelta di ceramiche a figure nere e rosse , prevalentemente greche, di importazione, restituite dal Deposito Votivo di Costa Murata, documentano efficacemente, con i resti dell’abitato e delle mura dell’Arce, un tratto della storia etrusca di Vetulonia in epoca arcaica, alle soglie dell’età classica, che sembra segnare un momento di stasi nello sviluppo storico e sociale del sito.

Situate al piano terra, le ultime sale del percorso danno valida testimonianza di una sicura ripresa del centro in epoca ellenistica.

Stipi votive di bronzetti, che riproducono l’immagine del devoto e della divinità, di squisita tradizione etrusca, e terrecotte decorative , che continuano ad abbellire i tetti degli edifici civili e religiosi della Vetulonia di età ellenistica documentano, accanto alle numerose emissioni monetali in bronzo della serie VATL – , la storia etrusca più recente di una città che vive, nelle strade basolate e nelle botteghe del quartiere ellenistico di Poggiarello Renzetti, il suo incontro con la Roma tardo-repubblicana.

Acquisite, al pari della stele funeraria di “ Auvile Feluske ” (sala A) e dell’alfabetario inciso su pietra tombale di età ellenistica, rinvenuto nella necropoli delle Dupiane (sala B), in tempi recentissimi (maggio 2004), le terrecotte architettoniche esibite nella sala F rappresentano una ulteriore punta di diamante all’interno del percorso espositivo museale: esse formano un ciclo decorativo unitario – e ad oggi unico – pertinente alla trabeazione del portico interno di una delle case signorili riportate in luce nel quartiere ellenistico di Poggiarello Renzetti, la cosiddetta “Casa di Medea”, che deriva il suo nome proprio dagli episodi del celeberrimo e tragico racconto mitologico illustrato nei resti del nucleo di terrecotte vetuloniesi

NOTIZIE UTILI

A partire dall’estate 2002, di concerto con la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana, il Museo ha predisposto l’allestimento annuale di una Mostra-Evento temporanea che, riconducendo nell’avita sede una pluralità di reperti provenienti dalle tombe e dal territorio di Vetulonia, ne testimonia l’antica potenza e ricchezza. Scopo principale di siffatta iniziativa è quello di far conoscere anche alla collettività il complesso e lo straordinario valore dei materiali archeologici ritrovati nel territorio vetuloniese e conservati in sedi diverse, in primo luogo nelle Collezioni del Museo Archeologico Nazionale di Firenze.

La serie di mostre tematiche organizzate, segno della crescita e della vitalità stessa dell’organismo museale, ha avuto per oggetto la significativa raccolta delle più pregiate ed eclatanti oreficerie etrusche, i sontuosi corredi funerari delle tombe “a circolo” del Tridente e del Duce ed il vasto ed intricato sistema di scambi commerciali intrecciati dai Principi dell’antica “VATL” con i centri maggiori e minori dell’entroterra etrusco ed italico e con i Paesi affacciati sull’intero bacino del Mediterraneo.

Se le Mostre, insieme ai cicli di conferenze ed agli incontri sul tema archeologico, rappresentano i principali appuntamenti concentrati prevalentemente nel periodo estivo, l’attività del Museo si esplica nel corso dell’anno anche mediante iniziative connesse all’attuazione di Progetti di carattere didattico, rivolti in primo luogo al pubblico scolare e ad una fascia particolare di utenti cosiddetti “svantaggiati”, rappresentati dai non vedenti ed ipovedenti. Per venire incontro alle specifiche esigenze e richieste di questi ultimi, il Museo si è dotato, negli ultimi due anni, grazie alla collaborazione tra Amministrazione Comunale e Regione Toscana, di un percorso di visita interno, provvisto di pedane adesive e mappe tattili mobili e a parete, corredato e completato dall’allestimento di una permanente sezione tattile formata con reperti autentici messi a disposizione dalla Soprintendenza Archeologica.